Betting vs Betting Exchange

Il Betting Exchange segna la fine dei quotisti?

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Quando vi fu l’apertura del mercato italiano al betting exchange si pensava, e in parte si temeva, una rivoluzione nel settore scommesse. Tutto sarebbe stato spazzato via dal vento nuovo, secondo i catastrofisti. Non cambierà nulla, secondo gli ottimisti.

Provando a tirare le somme, non possiamo che parafrasare il Gattopardo: tutto è cambiato affinché nulla cambiasse. Pensiamo ai quotisti: una volta erano i “creatori” delle quote, stabilivano le massime e le sottomercato, attiravano o allontanavano gioco, decidevano se seguire gli andamenti del mercato o meno. Oggi non è più così.

Le quote si assomigliano tanto, forse troppo. I bookmaker si distinguono per le promozioni che offrono, per le particolari classi di esito che rendono disponibili, per gli importi di scommesse che accettano, per la giocabilità e la sicurezza del proprio gioco online, ma dal punto di vista prettamente legato alle quote… le differenze sono praticamente impercettibili.

Oggi il quotista, più che creare e successivamente gestire una quota, si occupa di gestire il gioco, quindi il rischio, sulla quota. Gli uffici quote sono diventati uffici rischio, e i quotisti sono a tutti gli effetti dei “risk manager”. L’influsso del betting exchange è lampante: il quotista assomiglia sempre più all’analista di borsa, il famoso, e famigerato, broker presente in molte pellicole hollywoodiane di successo.

Anche lo scommettitore sta cambiando: ora non si gioca più la Juve “perché vincerà”, ma perché “questa quota crollerà”. Non è solo un cambiamento di linguaggio, ma è completamente capovolto l’approccio al betting. Pensiamo anche alle vecchie e romantiche “martingale”, le multiple con pochi euro e molti avvenimenti: sempre meno gente gioca così, sempre più persone giocano multiple con pochi avvenimenti e con molti euro, magari utilizzando le combo con le doppie chance, che riducono di molto il rischio (anche se basterebbe calcolare le lavagne per rendersi conto di quante volte si arrivi a giocare quote decisamente più basse del reale valore…).

Concludiamo il discorso: i cambiamenti, quindi, ci sono stati? Assolutamente sì. Negarlo sarebbe impossibile. Il betting exchange, però, ha contribuito molto meno di quanto si pensi, e di quanto si immaginasse un tempo, a questi cambiamenti.

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