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Quote sbagliate: il bookie deve pagare?

Approfondiamo questa questione controversa

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Diverse volte, parlando di betting con altre persone, si è ripresentato un argomento particolarmente spinoso: quello delle quote sbagliate dai bookies. Il numero dei mercati a disposizione è cresciuto sempre più negli ultimi anni e per i quotisti è sempre più difficile star dietro a tutto.

Nonostante gli adeguati sistemi di alert, i quotisti sono umani esattamente come noi: hanno dei doveri fisiologici da espletare, così come a volte possono esserci delle carenze motivazionali dovute ad una poca soddisfazione economica del lavoro svolto.

Inoltre, le quote possono essere sbagliate anche per una semplice questione di deconcentrazione. Non è affatto semplice gestire una mole così imponente di dati per 8 ore al giorno, tutti i giorni, dovendo per forza di cose informarsi su ciò che avviene nei campionati quotati.

Si tratta di un lavoro ostico, difficile, duro. Ma è impensabile essere sempre perfetti. Per cui, capita di trovare in giro delle quote sbagliate. Le quote sbagliate possono essere sia più convenienti che meno convenienti per gli utenti. A noi chiaramente interessano quelle che generano vantaggi per gli scommettitori.

La questione importante relativa a questo tema, riguarda la possibilità da parte dei bookies di annullare la giocata. È possibile farlo? È legale? Assolutamente no. Se l’utente riuscirà ad approfittarne, il bookies è obbligato a pagarlo fino all’ultimo centesimo. In passato questo purtroppo non sempre è accaduto, generando malcontento e diffidenza da parte dei clienti coinvolti.

Un documento di AAMS ha tolto ogni dubbio sulla vicenda, chiarendo che le vincite vanno pagate anche in caso di quote errate. Per regolamento, inoltre, i biglietti una volta giocati non possono essere annullati e quindi se vincenti devono essere pagati.

A favore dell’obbligo di visione della puntata massima

Un altro grande problema che penalizza (sin troppo) gli scommettitori, riguarda l’impossibilità di vedere la puntata massima accettabile da un bookmakers. Chiariamoci: esistono gli esempi virtuosi. Uno di questi è rappresentato da Betflag, che mostra sia la puntata massima, sia gli ultimi andamenti delle quote.

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Ma spesso, è possibile trovare delle quote invitanti su alcuni bookies. L’utente, invogliato dalle quote positive, deciderà di iscriversi e depositare il proprio denaro. Solo successivamente, potrà accorgersi che magari la puntata massima per quella determinata quota è pari a 5€. Per cui, avrà i soldi vincolati a quel bookie finché non verranno rigiocati per intero e non potrà approfittare di quella quota particolarmente vantaggiosa, a causa del limite di puntata.

Resto del parere, che per tutelare maggiormente gli scommettitori debba esserci l’obbligo di visione della puntata massima, osservabile sia una volta effettuato il login, sia per i non iscritti alla piattaforma.

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