Fallacia dello scommettitore: cos’è e come starne alla larga

Errori logici in grado di pregiudicare i nostri bilanci

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Le persone tendono a credere che brevi sequenze di eventi casuali possano essere rappresentativi di serie lunghe, ignorando il fatto che statisticamente si tratta di fenomeni indipendenti.

Facciamo un esempio per chiarire meglio il concetto. Il fenomeno della Fallacia dello scommettitore è anche noto come Monte Carlo Fallacy perché nel 1913 il nero uscì per ben 26 volte consecutive alla roulette del casinò di Monte Carlo. Dopo il quindicesimo nero consecutivo, uno scommettitore decise di puntare cifre astronomiche sul rosso, presumendo (erroneamente) che le probabilità di uscita dell’ennesimo numero nero fossero astronomica, mettendo in evidenza una credenza irrazionale che il passato influenzi in qualche modo il futuro nelle attività governate dal caso.

Facciamo un altro esempio, questa volta relativamente al semplice lancio di una monetina priva di irregolarità. Qual è la probabilità che esca testa? Qual è la probabilità che esca croce? Il 50%. Ossia, c’è una possibilità su 2 che esca testa o croce. Qual è quella di ottenere due volte consecutivamente testa? Il calcolo da fare potrebbe essere questo: 0.5×0.5=0.25 (una su quattro), mentre quella di ottenere tre volte consecutive testa potrebbe essere 0.5×0.5×0.5= 0.125 (una su otto) e così via.

Ora, supponiamo di aver ottenuto 4 volte consecutive Testa. Un uomo (o una donna) vittima della fallacia dello scommettitore potrebbe proprio dire che la probabilità che riesca ancora Testa sia 1 su 32. Il ragionamento è esatto, ma solo PRIMA del lancio della prima monetina. Una volta lanciate tutte, la probabilità che riesca per la quinta volta testa è pari al 50%. Perché? Per definizione: se la moneta è regolare, la probabilità che esca testa o croce è del 50%.

Questo tipico fenomeno psicologico è fortemente correlato all’Hot Hand Fallacy, cioè la credenza che una sequenza atipica di eventi possa produrre significati speciali. Uno studio degli anni ’80 ha suggerito che un giocatore di pallacanestro che effettua il suo secondo tiro dopo un primo di successo non è detto che abbia più probabilità di successo.

Questi fenomeni sono particolarmente presenti nei giochi casuali di fortuna, come roulette, lotterie e dadi. Un po’ meno se ci riferiamo a modalità dove la competenza dell’utente è preminente come il betting. Ma è soltanto l’ennesima dimostrazione che noi umani non siamo macchine. Cerchiamo di essere razionali, ma spesso i nostri istinti intralciano la strada. Ciò può essere particolarmente dannoso e costo per i gamblers, per cui è bene ignorare ciò che dice il vostro istinto. A meno che non sia l’ora di pranzo.

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