L’illusione del controllo nel betting

Vincere è difficilissimo, ma costa molto ammetterlo

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Le persone interpretano continuamente in maniera errata il senso del controllo in situazioni che sono intrinsecamente casuali, incontrollabili o imprevedibili. Posso affermarlo con l’assoluta certezza, dopo essermi occupato di betting per oltre 15 anni e aver contribuito alla creazione e allo sviluppo di alcuni dei più seguiti siti del settore. 

Questa illusione del controllo è particolarmente pertinente al gambling e al betting e dovrebbe essere qualcosa in grado di essere riconosciuto e combattuto da parte della comunità di scommettitori. Continuamente, siamo occupati a trovare giustificazioni valide per le nostre giocate, trovare correlazioni dove non ce ne sono e facciamo una fatica bestiale a percepire gli eventi come indipendenti: dal passato, dalla forma recente, dalla cabala, da tutto. La verità, è molto più dura da digerire: ogni evento è indipendente, per cui ogni sfida richiede una nuova analisi, la quale dovrà necessariamente essere fatta da persone che hanno studiato quel determinato sport.

Come sa chi ci segue quotidianamente, qui ci occupiamo prevalentemente di calcio. E lo facciamo, al contrario di tantissimi altri, studiandolo nei più piccoli dettagli, non illudendo le persone con lauti guadagni e mostrando le reali opportunità provenienti dal mondo del calcio, sia in ambito fantacalcistico, sia nel betting che con i concorsi a premi (ma non solo).

L’uomo primitivo, aveva una comprensione piuttosto limitata della meccanica dell’ambiente circostante, per cui cercava in maniera disperata di dedurre le cause attraverso l’osservazione. Peccato però, che gran parte di questi eventi avevano una natura casuale, o determinata da meccanismi complessi, impossibili da cogliere con le “tecnologie” dell’epoca.

La superstizione e il rituale sono emersi come modi per ottenere in qualche modo un senso di controllo e ancora oggi, incredibilmente, questi due fattori sono molto presenti nelle nostre civiltà. E non abbiamo compiuto grossi progressi neanche per quanto riguarda la comprensione di determinati fenomeni: ancora oggi, nel calcio, assistiamo a tentativi disperati di trovare correlazioni laddove non esistono. Fatti per lo più da presunti guru, finti trader e, più in generale, da persone che non hanno un’adeguata comprensione della statistica.

Ora, voglio raccontarvi di un esperimento piuttosto curioso effettuato nel 1948 da uno psicologo di Harvard.

I piccioni superstiziosi

Siamo convinti, come detto, che un determinato gesto possa causare un determinato evento favorevole. In altre parole, l’uomo è considerato l’essere più intelligente ed evoluto sul pianeta Terra eppure…continua ad essere scaramantico. Curioso no?

Solo gli umani sono scaramantici o anche gli animali, in qualche modo, lo sono? Burrhus Frederic Skinner è stato uno psicologo statunitense altamente influente nell’ambito del Comportamentismo. È balzato agli onori della cronaca per un esperimento condotto nel 1948. Partì da una tesi: il condizionamento operante è molto semplice e implica che un animale si renda conto che ad un particolare gesto segua un determinato preciso evento. Se l’evento atteso si verifica, l’animale ovviamente si sentirà gratificato e farà nuovamente lo stesso gesto per ottenere lo stesso risultato.

Venne creata la Skinner’s Box, una scatola progettata per animali di piccole dimensioni, contenente una piccola levetta in grado di dispensare cibo. Gli animali inseriti all’interno della scatola, sostanzialmente, imparavano piuttosto velocemente il trucchetto, riuscendo ad ottenere ciò che desideravano: il cibo.

Ma Skinner qualche tempo dopo (nel 1948), decise di andare oltre, rendendo l’esperimento ancora più difficile. Mise un piccione in una scatola e invece di piazzare una levetta dispensatrice di cibo, decise di inserire un timer. In un primo momento il piccione sembrava non curarsi particolarmente del meccanismo che faceva scattare l’arrivo del cibo.

Col passare del tempo, però, Skinner e la sua equipe notarono comportamenti bizzarri del piccione, intento a ripetere lo stesso gesto compiuto un attimo prima di ricevere il cibo come gratificazione. Ognuno ha sviluppato dei rituali del tutto unici: un piccione ha continuato a muovere verso destra il proprio capo, un altro dondolava la testa e un altro ancora cominciò a girare su se stesso.

I piccioni continuarono a perseverare nei proprio comportamenti, anche davanti all’evidenza dei fatti. E cioè che non esistesse alcuna correlazione tra i propri gesti e l’arrivo del cibo. Questo è stato il primissimo caso di osservazione di meccanismi di superstizione negli animali e lo studio è stato pubblicato sull’autorevole “Journal of Experimental Psychology”. Questo studio è noto anche col nome di “Superstizione del piccione”, da cui il titolo di questo paragrafo :-).

Lo stesso vale per gli umani, che hanno ormai di fatto associato un senso di controllo con i vari rituali. Quante persone evitano accuratamente i gatti neri? Quante persone evitano di passare sotto le scale? E tornando all’ambito calcistico, quanti calciatori evitano di entrare in campo col piede sinistro?

L’illusione del controllo nel gambling

Questo fenomeno è particolarmente evidente nel gambling in quei giochi completamente casuali come le lotterie, o i virtual games. Gli scommettitori palesano una credenza irrazionale nella loro capacità di controllare i risultati. Alla roulette, capita spesso di vedere persone accodarsi alle scelte altrui soltanto perché quest’ultimi vengono da una striscia di risultati utile positiva.

Al Lotto o al Superenalotto è la stessa cosa. Le persone manifestano l’illusione del controllo, scegliendo i numeri di cui hanno più fiducia invece di affidarsi semplicemente al caso. Spesso, questi stessi numeri sono quelli di nascita dei propri figli. In realtà, nonostante il meccanismo sia del tutto casuale, per aumentare il proprio potenziale di vincita in caso di giochi che prevedono la divisione dei montepremi, sarebbe opportuno evitare i primi 31 numeri, i più giocati, per concentrarsi su tutti gli altri. A parità di probabilità, quelli da 1 a 31 prevederanno un pagamento dilazionato con un numero superiore di persone, rendendo l’eventuale vincita un po’ meno super.

Ritornando all’esempio del casinò, i comportamenti che genereranno successo (tipo il modo in cui una palla è stata lanciata) saranno molto probabilmente ripetuti nel tempo. Mentre coloro che avranno riprodotto insuccesso, verranno ripetuti con meno frequenza.

Siccome la vita e il gambling non possono essere ridotti a due sole variabili come successo e insuccesso, è abbastanza alta la percentuale che si verifichi un comportamento irrazionale rinforzante delle scelte compiute in passato.

Piccole informazioni, informazioni pericolose: il caso del betting

Ricorda sempre: nel betting “piccola informazione è informazione pericolosa”. Siamo letteralmente sommersi di software che ci promettono di analizzare meglio una partita, magari aggiungendo una statistica in più o nuovi elementi per valutare al meglio le due squadre.

Il problema è che nel betting, avere una discreta conoscenza di due squadre ci porta a ritenere di avere maggiore comprensione e maggiore capacità predittiva di ciò che si ha realmente. Se c’è un successo, gli scommettitori si adatteranno alle logiche delle loro scelte, riproponendo l’illusione del controllo.

Vi faccio un esempio: se comincio a cercare nei palinsesti squadre che nel turno precedente hanno perso con la convinzione che poi la successiva la vinca, un eventuale vincita effettiva ci indurrà a ritenere che la stessa logica possa essere riproposta anche in futuro e di continuo, portandoci in profitto. Ecco ancora, l’illusione del controllo che si manifesta in tutta la sua pregnanza.

Come evitare l’illusione del controllo

Alcune cose da tenere a mente per mitigare questo effetto:

  • Accetta di non avere alcun controllo sui risultati casuali.
  • Prova ipotesi ristrette e chiaramente definite, una alla volta
  • Non credere immediatamente che ci sia effettivamente una correlazione tra due variabili
  • Prova a differenziare tra segnale e rumore.

La vera chiave per sfuggire a tutto questo è restare più disciplinati possibile e non pensare immediatamente che il sistema ideato (o copiato) sia necessariamente vincente sul lungo termine. Ragiona, analizza, fai esperimenti, avendo cura di gestire il tuo capitale nel miglior modo possibile attraverso il money management. Con serietà e responsabilità.

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