Chi vive di betting?

Scopriamo se è possibile guadagnare, davvero, con le scommesse

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È davvero possibile vivere di betting? Questa domanda nel corso della mia vita mi sarà stata posta centinaia di volte, da persone desiderose (comprensibilmente) di scoprire se sia possibile trasformare una passione, quella per il betting, in guadagno. In questo post, vi dirò tutto ciò che so sulla base della mia esperienza nel settore, cercando di dare rispondere alle principali curiosità in merito. In primo luogo, c’è bisogna di rispondere alla domande delle domande: chi vive di betting?

Esistono persone che vivono esclusivamente di betting?

Senza troppi giri di parole, la risposta a questa domanda è sì. Volendo fare una battuta: sono i dipendenti dei bookies, dato che il banco vince sempre. Ma non sarebbe la realtà dei fatti. La verità è che nel mondo del betting esistono tantissime varietà di scommettitori: c’è colui che ama l’azzarda e si lancia in puntate costose, chi invece ha una mentalità analitica e studia tantissimo i singoli match, chi invece cerca di superare tutto questo gestendo adeguatamente il money management, puntando sul trading sportivo.

Partiamo da questioni numeriche: non esistono resoconti numerici che possono aiutarci a rispondere con precisione. In altre parole: è difficile quantificare il numero di persone che vive realmente di betting perché non ci sono mai state indagini ufficiali volte ad approfondire il fenomeno.

Ciò che posso dirvi, però, sulla base della mia esperienza e degli innumerevoli colloqui avuti con professionisti del settore che sì, esistono persone che vivono esclusivamente di betting. Volendo fare uno sforzo in termini di quantità possiamo stimare questo numero in circa l’1-2% della totalità di scommettitori. Attenzione: mi riferisco esclusivamente a coloro che riescono a chiudere in profitto nel medio lungo termine. Per cui, in questa mia stima per intenderci inserisco chi riesce a chiudere l’annualità con un profitto tale da avere una vita sufficientemente dignitosa da non dover rincorrere altri mestieri. C’è chi stima questo numero nel 5%, ma per me, dopo diversi confronti con proprietari di licenze AAMS in Italia, il numero è ampiamente più basso.

Come guadagnare uno stipendio con le scommesse

Personalmente divido i professionisti del settore in 4 categorie:

  1. Coloro che vivono col betting
  2. Coloro che vivono col trading sportivo
  3. Coloro che lavorano per conto dei bookie
  4. Coloro che guadagnano col trading/betting, ma arrotondano con servizi extra legati al settore.

Nella prima categoria, inserisco tutti coloro che sono sufficientemente bravi (e fortunati) da vivere esclusivamente col betting. Ciò include persone dalle spiccate capacità previsionali o statistiche, o persone che si dedicano con grande dedizione a fenomeni come il matched betting e l’arbitraggio sportivo sui bookies. Occhio però, ad un fattore: in questa categoria rientrano anche (e soprattutto) coloro che hanno dei capitali sufficientemente elevati per poter “trattare” direttamente con i bookmakers condizioni di favore.

Nella seconda categoria, invece, inserisco coloro che si dedicano con costanza al trading sportivo. Per cui qui troveremo tutti gli esperti di scalping che vedono il mondo del betting più con gli occhi degli analisti finanziari che con quelli degli appassionati di sport dediti alla “previsione” dei risultati sportivi. Per cui qui troviamo persone dalle grande capacità di intuito, perché c’è bisogno di saper prevedere correttamente dove andrà il mercato. Anche qui l’aspetto economico risulta essere particolarmente importante, visto che gli squali hanno sufficiente potere finanziario da condizionare l’andamento dei mercati bettistici.

Nella terza categoria, ci sono tutti i professionisti del betting “ufficiali“, cioè che hanno un regolare contratto di lavoro presso le non poche aziende di betting che ci sono in Italia e nel mondo. Qui troveremo una vasta gamma di professionalità: dal responsabile marketing all’addetto al servizio clienti, passando per i manager e quotisti. I guadagni chiaramente dipendono dallo stato di salute delle aziende per le quali lavorano, ma tendenzialmente sono adeguati.

Nella quarta ed ultima categoria, rientrano persone sufficientemente brave e preparate da guadagnare con il betting o con il trading, ma non abbastanza per ottenere uno stipendio. Il tipico caso è quello del trader che con l’attività a tempo pieno nel betting riesce a guadagnare 300-400€ al mese per le più svariate ragioni (come il basso capitale iniziale) e che per “arrotondare” è costretto a vendere le proprie competenze tramite siti, blog, guide, tutorial, video, corsi. Ne ho conosciuti tantissimi in giro per l’Europa e devo dire che questo numero a mio avviso è destinato ad aumentare, poiché la barriera in termini di competenze per creare questo genere di contenuti si è abbassata.

È possibile vivere anche con le scommesse live?

Certamente. Come detto, il mondo del betting è piuttosto articolato e c’è chi riesce a guadagnare uno stipendio anche con le giocate live, dove tendenzialmente è anche più semplice scovare errori con quote sballate (e me ne sono capitate tante 😉 ). Il punto, però, è comprendere che non è semplice: a breve vi svelerò tutte le caratteristiche che hanno i professionisti del betting.

Ma ciò che mi preme sottolineare è che molti tendono ad illudere il pubblico semplicemente perché alla fine propongono la “loro” pozione magica fatta di corsi a pagamento e video costosi. Il mio approccio è diverso: non devo vendere alcun prodotto, per cui ho la libertà di dire veramente le cose come stanno nel settore. Alla fine di questo post, dunque, non troverete alcuna pozione magica: tutt’altro, spero che riuscirete ad avere la giusta consapevolezza sia delle potenzialità del settore che degli enormi rischi.

Riuscire a vivere di betting è difficilissimo: per cui è necessario non coltivare aspettative esagerate, guardare al betting come forma di investimento ed avere grandi capacità analitiche. E…studiare. Leggere, istruirsi, formarsi. Il betting è una passione come le altre, per cui c’è bisogno di dedicare sufficiente tempo per conoscere tutte le tantissime sfaccettature del settore.

Metodi di scommesse dei professionisti: quali sono?

Per ovvi motivi, non mi è possibile parlare approfonditamente dei metodi utilizzati dai professionisti per guadagnare in questo post, altrimenti uscirebbe un post ancora più chilometrico di quanto non lo sia. Ma ciò che posso comunque fare è citarvi alcuni elementi essenziali per essere un professionista e rimandarvi agli approfondimenti delle singole strategie, trovabili tramite la barra di ricerca presente in homepage.

In primo luogo, i professionisti delle scommesse generalmente partono da un alto capitale da poter investire e una lunga lista di bookies a cui iscriversi. Ciò è fondamentale per poter operare agevolmente col trading e lo scalping, ma anche per poter “manovrare” o comunque “condizionare” il mercato nella direzione desiderata. Inoltre, essere iscritti ad una lunga lista di bookies consente di sfruttare le varie promozioni al meglio, talvolta puntando anche sugli incroci (bancando cioè sulle piattaforme exchange).

Dal punto di vista pratico, è essenziale avere un’ottima connessione per agire rapidamente sui mercati, una tranquilla postazione informatica con strumenti adeguati (niente smartphone, niente tablet: solo pc desktop potenti). Immancabile la tv con collegamento ai canali pay per seguire un numero vasto di partite.

Come giocano i professionisti delle scommesse?

I professionisti non giocano: lavorano. La domanda è sbagliata concettualmente. Di certo, nessun professionista al mondo lo è buttando soldi nei multiploni da 2€ con un possibile guadagno da 16.000€. Ecco: questo è divertimento. Gli investimenti sono un’altra cosa. Il professionismo è altra roba.

I professionisti sono molto rigorosi con l’aspetto del money management: la gestione dei soldi è fondamentale, perché consente di sapere con esattezza quanto puntare per ogni singola operazione. Per cui: è necessario tracciare al meglio tutta la propria attività per aumentare la consapevolezza delle proprie entrate ed uscite.

Perdere 2€ nell’immediato potrebbe sembrare irrilevante: in realtà buttare 2€ per 38 giornate di campionato di Serie A porta ad un risultato netto annuale di -76€! Una bella disfatta, non credete?

Vivere di betting: l’importanza del valore

Prima vi ho nominato la parola magica: investimento. Per chi vede il betting come forma di investimento la quotidianità altro non è che una caccia continua alle quote di valore, quote cioè che non esprimono la realtà possibilità di realizzazione di un esito. È possibile che qualcuno scopra con esattezza il valore di un esito? No.

C’è chi usa parametri statistici (precedenti, serie storiche ecc), chi invece si affida al proprio intuito. La verità è che nessuno, nè i bookies nè gli scommettitori, possono essere sicuri al 100% di aver individuato una quota di valore.

L’unico responso lo può dare il campo: gli investitori sono coloro che tendenzialmente riescono ad avere maggior occhio, maggiore visione, maggiore capacità previsionale. Spesso questo aspetto è un talento, ma che sicuramente si può affinare col tempo, con l’esperienza e con tools validi.

Esistono guadagni matematici legati alle scommesse?

Certamente e l’arbitraggio sportivo è uno di questi. In passato ho dedicato un apposito post a Txodds, uno dei software maggiormente utilizzati in Europa per effettuare arbitraggi (e il riferimento non è agli arbitri con il fischietto!).

Altri metodi di guadagni matematici sono legati al matched betting, dove però non è semplice guadagnare grosse cifre e al trading. Il fine supremo del trading è quello dell’all green, ossia riuscire a movimentare quote nella maniera corretta tanto da garantire un guadagno certo indipendentemente dall’esito finale del match.

Ho citato 3 metodi di guadagni matematici, ma ognuno di essi presenta dei rischi correlati da non sottovalutare assolutamente, per cui vi consiglio di leggere i nostri contenuti su questi singoli argomenti, dato che trattiamo praticamente quotidianamente ogni singolo aspetto relativo al betting.

Esistono storie di scommettitori professionisti?

Assolutamente sì. C’è da sottolineare, però, che esiste un numero sconfinato di millantatori sul web, ma a questo fenomeno non può esserci rimedio, perché nessuno può ovviamente controllare la movimentazione delle entrate/uscite degli utenti.

Tra le varie storie più interessanti che mi è capitato di leggere c’è quella di  Dirk Paulsen che in passato è stato anche intervistato da diverse testate autorevoli come Vice. È un 50enne che vive esclusivamente scommettendo sul calcio. Ha lui stesso dichiarato di vivere quotidianamente con grande pressione addosso, perché c’è sempre la tentazione di andare contro i calcoli e la statistica, seguendo l’istinto.

Dal punto di vista economico, lui è riuscito a guadagnare anche 10.000€ in una settimana, ma allo stesso tempo è riuscito a bruciarne circa 30.000 in un solo weekend. Nelle interviste ha ribadito la fondamentale importanza del fattore mentale e della gestione del capitale. È un appassionato di matematica ed informatica, per cui ha sviluppato un programma proprietario che lo assiste nella scelta delle partite.

Il suo amore per il betting è iniziato a 24 anni, quando un amico lo portò per la prima volta in un centro scommesse (all’epoca, ovviamente, non c’era Internet). Perse 10 marchi e si incazzò notevolmente per quella sconfitta, così a partire da quel giorno cominciò a dedicare gran parte delle proprie giornate ad applicare principi matematici al betting.

Vivere di rendita con le scommesse sportive. In definitiva, si può? E come?

Se lo intendiamo come rendimento passivo, ciò è possibile esclusivamente creando servizi web tramite siti. Ad esempio, offrire un buon servizio di comparazione quote può consentire di guadagnare dalle entrate generate dai banner, senza la necessità di dover essere sempre al pc per intervenire.

Nel betting tutto ciò è un po’ più complesso, perché è necessario un costante intervento dell’utente il quale dovrà scegliere partite, puntare su determinati mercati ed esiti e sperare che tutto vada come da programma. La rendita pura, invece, è possibile affidando il proprio capitale a specifiche società che si occupano di gestione di portafogli ed investimenti.

Ma è un rischio importante affidare i propri soldi duramente guadagnati agli altri e questo tipo di strategia comporta dei rischi del tutto simili ai tradizionali investimenti bancari. In definitiva, è possibile vivere di betting. Ma è importante sapere che solo 1-2 persone ogni 100 ci riescono veramente. I rischi sono elevatissimi e il mio consiglio è quello di divertirsi sempre con grande senso di responsabilità.

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