Valore delle rose, indicatore previsionale?

0

Nei giorni scorsi ho visto sui social un’immagine che mi ha colpito, creata e condivisa da KPMG, società specializzata nella revisione e organizzazione contabile, nella consulenza manageriale e nei servizi fiscali, legali e amministrativi. La foto in questione mette in comparazione il valore delle rose delle squadre che hanno avuto quest’anno accesso alla fase a gironi della Champions League.

Comparazione valore rose

Come potete osservare, le squadre sono state ordinate per valore decrescente, dunque dalle squadre con valore più alto a quelle con valore più basso. Evidenziate in verde troviamo le squadre che si sono effettivamente qualificate agli Ottavi di Finale.

Come appare subito evidente graficamente, le prime due squadre per valore assoluto si sono effettivamente qualificate. Con un’unica eccezione, relativa al girone E. Il Bayern è riuscito regolarmente a superare il turno, mentre l’Ajax è riuscito a fare lo sgambetto al Benfica, nonostante un valore di rosa inferiore (246 vs 227 milioni). Si tratta della forbice meno ampia tra i secondi e i terzi classificati di tutti i gironi.

Cosa ci dicono questi dati? La prima osservazione che è possibile fare riguarda la qualità delle soluzioni adottate da Transfermarkt, che per inciso si serve della propria community di esperti per generare e modificare i valori. Il valore economico delle rose è sembrato, almeno in questa prima fase a gironi, rispecchiare l’effettivo valore tecnico delle squadre coinvolte.

La seconda osservazione riguarda i possibili risvolti legati al betting. Se il valore delle rose dovesse effettivamente essere considerato un indicatore previsionale, potrebbe essere un nuovo fattore da considerare nelle nostre previsioni, capace di funzionare su determinati mercati come quelli antepost. Tutto ciò è, chiaramente, qualcosa da verificare e i prossimi mesi ci forniranno ulteriori indicazioni in questo senso.

Personalmente, credo che il valore economico delle rose, così come altri parametri come il monte ingaggi e il fatturato delle squadre siano dei fattori importantissimi, da tenere in considerazione. Manifestano la loro influenza al crescere del numero di partite. In altre parole, è possibile che il Genoa possa pareggiare allo Stadium contro la Juventus, ma su 38 partite sarà molto complicato vedere i rossoblù superare in classifica i bianconeri.

La Juve è, anno su anno, la favorita in Italia anche grazie ad una forza economica notevole. Stesso discorso per la Bundesliga con il Bayern, la Ligue 1 con il PSG e la Liga con Barcellona e Real Madrid.

La Premier League fa eccezione, ma non è un caso che ciò avvenga in un paese dove il livello di fatturato e del valore delle rose risulta essere molto più omogeneo rispetto ad altri campionati.

Club italiani? In linea con le aspettative?

Coerentemente con quanto scritto sin qui, era lecito attendersi i seguenti piazzamenti dai club italiani nella fase a gironi della Champions League 2018/2019:

  • Napoli terzo nel girone C
  • Inter terza nel girone B
  • Juve seconda nel girone H
  • Roma seconda nel gruppo G

Di questi pronostici, basati esclusivamente sul valore delle rose, ben 3 su 4 si sono rivelati corretti. L’unico errore ha riguardato la Juventus, che è riuscita a conquistare la prima piazza con 12 punti, mentre lo United ha concluso con 10 punti. La differenza dei valori tra i due club è dovuta principalmente ad un’età notevolmente più bassa dei principali interpreti dei Red Devils rispetto ai colleghi juventini.

Tutto ciò è un po’ poco, ovviamente, per dimostrare l’assoluta attendibilità di questo valore per i pronostici nei mercati antepost. Ma a mio parere riconferma quanto sia un fattore da tenere assolutamente in considerazione, magari abbinato ad elementi di carattere qualitativo in grado di integrare al meglio le analisi compiute.

Commenti
Caricamento...