Come diventare steward al San Paolo di Napoli?

Tutte le istruzioni per candidarsi

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Sei interessato a lavorare allo Stadio San Paolo in qualità di Steward? Sei un appassionato di calcio e vorresti vivere le partite dal vivo, prestando servizio nel Tempio dei tuoi campioni del cuore? In questo post voglio approfondire la figura dello Steward e ti svelerò cosa bisogna fare per provare a candidarsi per svolgere questa figura, divenuta sempre più importante nell’ambito dell’organizzazione di eventi sportivi.

Avere un servizio d’ordine adeguato per le partite è divenuto obbligatorio, per cui le società hanno la necessità di assumere un buon numero di persone per prestare il proprio servizio durante le 19 partite del campionato più quelle di Coppa Italia e Champions League/Europa League.

Si tratta di una interessante opportunità per tutti coloro che sono intenzionati a guadagnare diverse centinaia di euro cercando di tutelare l’ordine all’interno dello stadio e nelle zone d’ingresso all’esterno. Nei prossimi paragrafi scoprirete quali sono i requisiti necessari indispensabili per essere selezionati, a quanto ammonta la paga e quali sono le principali attività che dovranno essere svolte.

Quali sono i requisiti per diventare steward?

Innanzitutto è bene precisare che i requisiti sono di carattere generale, per cui non riguardano esclusivamente lo Stadio San Paolo. Questa professione (perché di questo si tratta a tutti gli effetti) è normata dal DM dell’otto agosto 2007, inserito dal Ministero dell’Interno dentro al “Decreto anti-violenza” che è stato approvato in Italia dopo la morte dell’ispettore Raciti nel match tra Palermo e Catania.

Di seguito, i principali requisiti necessari per diventare steward in Italia:

  • Lo steward non deve essere stato soggetto a misure interdittive per l’accesso allo stadio
  • La risorsa deve conoscere le tecniche di individuazione di soggetti sospetti e di lettura del sistema di controllo della sicurezza
  • Età compresa tra i 18-55 anni
  • Buono stato fisico e mentale
  • Assenza daltonismo
  • licenza media
  • Conoscenza di almeno una lingua straniera (non per tutti, ma per il 15% degli steward in caso di partite internazionali)

Nei punti suddetti si è fatto riferimento alla conoscenza di tecniche  per l’individuazione di soggetti sospetti e di lettura del sistema di controllo della sicurezza. Ma come acquisire tali competenze? È obbligatorio sottoporsi ad un corso di formazione che generalmente è gratuito, che comprende svariate ore di formazione teorica (circa 20) ed altre di pratica all’interno dello stadio (anche qui, circa 20).

Ma cosa fa uno steward nel concreto?

Fare lo steward lungi dall’essere un’attività banale. Insomma, non è possibile godersi semplicemente della partita gratis, seppur questo sia uno dei principali vantaggi del fare questo lavoro. Innanzitutto c’è bisogno di lavorare dalle 5 alle 6 ore nel giorno della partita, dunque una volta ogni due settimane, con occasionali chiamate per le coppe europee.

Perché si lavora così poco? Perché generalmente gli steward lavorano soltanto per una società, per cui questi sono i ritmi delle partite casalinghe delle società. Le attività principali che bisogna svolgere sono 4:

  • Controllare i titoli di accesso degli spettatori
  • Controllare gli spalti durante la partita
  • Controllare il regolare deflusso degli spettatori
  • Controllare il rispetto del regolamento

C’è dunque da svolgere, tendenzialmente, attività che richiedono contatto con il pubblico e autocontrollo per gestire al meglio le situazioni più delicate che inevitabilmente si possono creare in uno stadio (anche particolarmente affollato, come può essere il San Paolo nei grandi eventi).

Come si diventa steward?

Viene effettuata una selezione per scegliere le risorse più idonee a ricoprire il ruolo. Generalmente, i club di calcio chiedono ad apposite società di outsourcing di scegliere le risorse più adatte. Nel caso del Napoli, ad esempio, l’affidamento è stato dato alla Manpower.

Nell’allegato A del decreto ministeriale citato in precedenza è stabilito che i candidati che rispettano i requisiti, debbano essere sottoposti ad una prova preliminare e un test attitudinale prima di essere assunti. Si tratta di operazioni indispensabili per accertarsi del livello di conoscenza generale del regolamento e la capacità di espressione verbale (anche inglese se richiesta), indispensabile per avere un contatto diretto col pubblico.

Solo chi supera le prove potrà essere chiamato per svolgere questo importante compito. Per candidarsi a ricoprire il ruolo allo stadio San Paolo per le partite del Napoli, è necessario candidarsi sull’apposita pagina predisposta dal ManpowerGroup Solutions.

Quanto guadagna uno steward?

La paga per ogni singola partita è poco inferiore ai 30€, pagati tramite prestazione occasionale. Nel migliore dei casi, dunque prestando servizio per le 19 partite più una decina tra le due coppe sarà possibile guadagnare circa 700-800€ in un anno.

È importante notare che non sempre si verrà chiamati, dipende dalle esigenze di personale. In passato ci sono stati spiacevoli casi di ritardi di pagamenti anche di 1 anno, ma col temStadio po la situazione sembra essersi risolta nel migliore dei modi.

Anche Di Maio è stato Steward

L’attuale capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, nonché Ministro dello sviluppo economico della Repubblica Italiana (dal 2018) è stato steward allo stadio San Paolo. Come lui stesso dichiarato, nel 2006 ha effettuato l’attività al San Paolo, precisamente in tribuna autorità. Il compito di Di Maio era quello di accompagnare al proprio posto patron De Laurentiis, dirigenti e politici locali. Ha guadagnato circa 30€ a partita e l’esperienza è stata ritenuta molto positiva, nonostante la necessità di arrivare tre ore prima e andare via due ore dopo la partita.

Secondo Di Maio, l’esperienza gli ha consentito di conoscere da dentro il mondo del calcio, di cui prima sapeva praticamente nulla. C’è stato un giallo intorno a questa vicenda, visto che secondo alcune indiscrezioni non sarebbe stato steward, ma venditore di bibite. Dov’è la verità non possiamo saperlo, ma ciò che è certo è che questa figura ha potuto godere di una ribalta nazionale del tutto inattesa.

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