La finanza prova a far chiarezza su Picerno-Bitonto

Perquisizioni nella sede del Bitonto e nella casa di 9 calciatori

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La Guardia di Finanza ha deciso di vederci chiaro in merito ai flussi anomali registrati in Picerno-Bitonto, terminata 3-2 con gli ospiti che avevano già conseguito l’accesso ai play off nelle giornate precedenti. Le perquisizioni hanno riguardato la sede del Bitonto e di ben 8 tesserati della presunta partita truccata. Il sospetto degli investigatori è che il risultato sia truccato, in virtù delle diverse segnalazioni pervenute.

L’inchiesta è coordinata dal pm di Bari Bruna Manganelli e si ipotizza il reato di frode in competizione sportiva, nei confronti del dirigente Leonardo Rubi e dei calciatori Michele Anaclerio, Antonio Giulio Picci, Onofrio Turitto, Francesco Cosimo Patierno, Nicola De Santis, Daniele Fiorentino e Giovanni Montrone. Si cercherà soprattutto nelle chat di Whatsapp, visto che sono stati sequestrati i telefoni degli indagati. Secondo l’accusa, il tentativo di truccare la partita sarebbe stato fatto per favorire il passaggio in C del Picerno, in danno dell’Audace Cerignola. La partita, ultima del girone H della serie D, si giocò sul campo neutro di Rionero in Vulture.

Di seguito, la nota diramata dal Bitonto:

Confidiamo nel corretto svolgimento delle indagini e nel regolare corso della giustizia. In attesa che la giustizia faccia il proprio corso e tutto venga acclarato, Usd Bitonto Calcio continuerà ad operare, come ha sempre fatto, nel pieno rispetto dell’etica sportiva e in osservanza delle regole, prendendo fin da ora le distanze da chi non osserva le medesime regole, così danneggiando l’immagine della società, della città di Bitonto e dello sport in generale

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