Come funzionano le quote nel betting

Ciò che c'è da sapere riguardo l'elemento base del settore

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Molte persone commettono l’errore base di approcciarsi al mondo del betting senza però approfondire un concetto chiave, ossia quello delle quote. Cosa sono? Quante tipologie ci sono? Come si convertono? A queste domande proveremo a dare una risposta in questo post. Per iniziare, in maniera sintetica possiamo dire che le quote servono da un lato a indicare la probabilità implicita del singolo esito, dall’altro a far capire all’utente quanto può vincere potenzialmente.

Cosa si intende qui per probabilità? Si tratta di quante chance ha un determinato esito di accadere. Naturalmente, non esistendo indovini al mondo, sia i bookies che i giocatori, si trovano nella condizione di dover stimare le probabilità tenendo in considerazione svariati fattori come forma, performance storiche, infortuni, squalifiche, turn over, rendimento in casa/trasferta, motivazioni, condizioni meteo, etc.

Come specificato, si tratta di stime, per cui nessuno può conoscere a priori le reali probabilità di avvenimento di un dato esito, altrimenti sarebbe troppo facile per i bookies non quotare direttamente l’esito vincente. Ci sono tante metodologie nate per calcolare in maniera più o meno accurata le quote, ma non è l’obiettivo di questo post approfondire questo aspetto, visto che sarei costretto ad andare eccessivamente nel dettaglio di diversi aspetti tecnici che preferisco trattare in singoli post.

Per rendere ancora più chiaro il concetto di probabilità, possiamo fare l’esempio classico che è possibile trovare sui libri di statistica di base, relativo al tradizionale testa o croce. Visto che sono solo due gli esiti possibili (appunto, testa o croce), avremo una probabilità pari al 50% ciascuno. Se le facciate fossero state, per assurdo, tre allora avremmo avute chance per ogni singolo esito pari al 33,3%.

La stessa cosa avviene nel betting, dove ogni singola facciata corrisponde al singolo esito (come Under/Over 2.5). Naturalmente, non sarà un 50% netto poiché ogni partita è differente e vede in campo squadre con potenzialità diverse. Le quote, non sono nient’altro che la rappresentazione esplicita delle probabilità. Servono per far capire all’utente quando può vincere potenzialmente. Esistono differenti tipologie e le principali sono due: le Frazionarie (o anche dette Frazionali) e le Decimali. Cominciamo proprio con la spiegazione di quest’ultime, visto che sono quelle più utilizzate in Italia e in diversi altri paesi europei.

Quote decimali, cosa sono e come si calcolano

Le quote decimali sono espresse sotto forma di numero semplice con virgola, del tipo 1,50 o 1,80. Ci mostrano, di base, quanto possiamo vincere potenzialmente con la giocata. Per fare questo calcolo, basterà moltiplicare lo stake (cioè la puntata) con la quota. Facciamo qualche esempio per rendere più chiaro il tutto. Prendiamo la partita Napoli-Atalanta, con la vittoria dei partenopei data a quota 2,20. Volendo scommettere 10€ sull’1, dovremo effettuare il seguente calcolo: 10€ x 2,20 = 22€ (12€ netti, sottraendo la puntata iniziale). Nelle multiple il meccanismo è lo stesso, soltanto che il bookmaker invoglia l’utente ad aggiungere partite, al fine di diminuire il rischio di vincita potenziale, aggiungendo bonus in grado di aumentare il totale ottenibile dalla vincita.

Ancora altri esempi:

-Volendo scommettere 5€ sull’ex della stessa partita, quotato a 3,6, avremo una vincita potenziale pari a 18€.

-Invece, volendo scommettere 2€ sull’exploit esterno dei nerazzurri, quotato 3,1 avremo un potenziale ritorno di 6,20€.

Quote frazionarie, cosa sono e come si calcolano

E ora passiamo alla seconda tipologia di quota, denominata frazionaria proprio perché le probabilità implicite delle singole quote vengono espresse con un denominatore e un numeratore. Prendiamo come esempio la quota 5/1, dove il numero a sinistra indica l’importo che vinceremo scommettendo l’importo a destra. Per cui, scommettendo 1€ sulla vittoria della Lazio a Torino contro la Juventus, ne vinceremo 5€ (più l’euro della puntata). In Italia non troveremo questo genere di quote sui vari siti dei bookmakers, visto che di default sono impostate quelle decimali. Alcuni bookies, offrono però in via opzionale la possibilità di switchare la tipologia di quota, per andare incontro alle esigenze di coloro che sono abituati a scommettere nei paesi anglosassoni.

Sono da evitare quando si tratta di effettuare strategie legate al Matched Betting, in quanto non consentono una facile comparazione a vista d’occhio. È facile capire che 1,80 sia superiore a 1,60, ma non si può dire lo stesso per quote del tipo 14/5 e 13/4.

Altri esempi:

-Quota 6/1, vinceremo 6 € per ogni euro scommesso

-Quota 7/4, vinceremo 7€ per ogni 4€ scommessi.

 Altre quote da tenere in considerazione

Esistono anche altre tipologie, meno diffuse delle due già citate:

  • Quote americane (positive o negative)
  • Quote malesi (anche qui due casistiche)
  • Quote indonesiane (uguali alle americane, solo divise per 100)
  • Quote Hong Kong (formato più semplice tra le quote alternative, diffuse anche in Italia prima dell’avvento del mercato regolamentato).

Come convertire le quote frazionarie in decimali

Ok, probabilmente non sarà particolarmente utile sapere le formule esatte di conversione, visto che i bookies offrono la semplice possibilità, nelle impostazioni, di cambiare direttamente le quote. Ma giusto per curiosità, può essere interessante capire le operazioni necessarie per effettuare manualmente questo calcolo.

Per effettuare il passaggio da quota frazionale a decimale, sarà necessario dividere il numeratore per il denominatore e aggiungere +1. Una quota del tipo 7:1, sarà pari a quota 8 in decimale.

Come conoscere le probabilità implicite percentuali delle quote frazionali e decimali

Altro aspetto particolarmente importante relativo alle quote è la possibilità di scoprire le probabilità implicite associate dai bookmakers alle singole quote. Nelle quote frazionali, sarà sufficiente dividere il denominatore per la somma di numeratore e denominatore. Per esempio, prendendo in esame una quota pari a 7/1, bisogna fare 1/8 e genererà un risultato di 0,125, ossia 12,5% che si possa verificare effettivamente il risultato.

Per quanto riguarda, invece, le quote decimali il calcolo da effettuare è 100/quota scelta. Prendendo in esame una quota pari a 2, avremo 100/2= 50%. Molto semplice. Il consiglio, comunque, è quello di prendere in considerazione l’utilizzo di tool specifici disponibili gratuitamente online, nel caso in cui abbiate la necessità di effettuare queste conversioni, per azzerare il rischio di errori e ottenere risultati attendibili.

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